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Programma di Giuseppe Lobefaro per la candidatura a Presidente del nuovo I Municipio

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1. Quale sarà la sua agenda dei primi 100 giorni?

Nei primi tre mesi di governo del Municipio I ci sarà un sicuro segnale di cambiamento.

  1. Impostare subito le basi per governare una realtà nuova, soprattutto in una fase di unificazione dei due Municipi, I e XVII.
  2. Dare ai Dirigenti obiettivi precisi e tempi di scadenza, in modo da richiamarli alle loro responsabilità, ai loro impegni concreti, e verificabili attraverso dei piani di lavoro. Sociale, Scuola, Lavori Pubblici sono le tre competenze per le quali i Municipi possono svolgere un ruolo sulla base delle risorse finanziarie messe a disposizione. In più si aggiunge il tema del Commercio, in particolar modo nel I Municipio.
  3. Ascoltare le parti sociali e mettere in rete le varie potenzialità e le numerosissime realtà del territorio che vanno sostenute e valorizzate. Creare una rete di partecipazione civile è Il Municipio deve diventare uno sportello di incontro con i cittadini, un osservatorio privilegiato, e un interlocutore forte ed autorevole che accoglie le loro istanze su Scuola, Sociale e Lavori Pubblici, le sa portare al Sindaco di Roma.
  4. Fare una mappatura delle esigenze del territorio, e stabilire le priorità dell’intero nuovo Municipio (non ci sarà una periferia del centro storico).


2. Qual è il suo giudizio sull'accorpamento deciso dal Campidoglio?

Il giudizio nel suo complesso è negativo. L’ssemblea capitolina si è concentrata esclusivamente sulla definizione dei confini e sull’aumento del numero degli assessori portandoli da 4 a 6, evitando accuratamente di affrontare la governance cittadina per avere finalmente un decentramento efficiente e sostenibile, efficace e  ragionevole.

Se sarò eletto presidente nominerò solo tre assessori (sociale, scuola e lavori pubblici), lasciando il Commercio alla Presidenza come organo di garanzia e controllo.

In mancanza della definizione delle competenze e dei ruoli, sarà ora cura del nuovo Sindaco assieme ai nuovi presidenti dei Municipi definire competenze, ruoli e strategie, e lavorare rapidamente ai cambiamenti più importanti, quelli che toccano la vita dei cittadini. Questo impegno è tanto più importante e urgente nel momento in cui è a portata di mano l’istituzione della Città metropolitana di Roma Capitale.


3. Quali competenze e quali poteri sono necessari perché i Municipi funzionino?

Premetto che l’esistenza dei  Muncipi ha senso per due ragioni: in quanto strumenti per semplificare la vita dei cittadini cioè facilitare l’accesso ai servizi, e perché sede della loro partecipazione attiva.

Contrariamente, i Municipi diventano esclusivamente dei centri di potere.

Vorrei sottolineare la necessità di rilanciare il ruolo dei Municipi come istituzioni vitali per il governo della metropoli capitolina, in uno spirito di forte collaborazione con il Sindaco e la sua giunta, definendo competenze e responsabilità di ciascun livello istituzionale.
Definire le competenze in maniera chiara dettata dalla trasparenza, responsabilità edefficienza.

  1. Potenziare le competenze esistenti sul sociale, scuola e lavori pubblici che non possono essere distibuite frai diversi livelli istituzionali, ma unificare la stessa competenza in un unico centro decisionale e di responsabilità.
  2. Municipi più responsabili. Non ci sarà mai vera autonomia senza la responsabilità di dover trovare le risorse per le proprie “politiche locali”: una autonomia di entrate, che faccia crescere una vera cultura diI Municipi potrebbero avere la piena disponibilità di alcune entrate tributarie – anzitutto quella sulla pubblicità – e la compartecipazione ad altre entrate, tributarie ed extratributarie, in proporzione alla propria capacità di riscossione.   Salvo ovviamente un fondo di riequilibrio per far fronte alla oggettiva differenza dei contesti sociali e territoriali.
  3. Municipi aperti e attenti:  impegnati nel fronte essenziale della manutenzione urbana, anche attraverso la valorizzazione di un nuovo civismo. Parte delle entrate municipali devono restare al municipio. Per esempio le entrate derivanti dall’occupazione del suolo pubblico possono servire per la manutenzione delle strade, del verde, delle piste ciclabili, ecc; l’imposta sulla pubblicità può servire per la manutenzione delle scuole; ecc. Ciò responsabilizza i Municipi che non devono solo saper spendere, ma diventare dei centri dinel recupero dell’evasione.


4. Cosa cambierà se lei sarà eletto presidente?

Vorrei fare due precisazioni. La prima, non è una persona sola che produce il cambiamento, ma la sua capacità di fare un gioco di squadra messo a servizio della comunità. La seconda, un buon governo è frutto di un lavoro quotidiano e costante, costruito ogni giorno con un mattoncino dopo l’altro. Cosa cambierà?

  1. I cittadini troveranno un Municipio in grado di ascoltare le istanze del territorio e di tutte le realtà, un Municipio anche capace di prendere decisioni e promuovere azioni sulla base delle competenze. 
  2. Pari opportunità nell’informazione. Non un accesso privilegiato, ma un diritto di tutti alla conoscenza e all’informazione degli atti del Consiglio e Giunta. Un Municipio efficiente  mette tutti i cittadini nelle condizioni di conoscere i loro diritti, e di sapere a quali prestazioni, opportunità e servizi possono accedere.
  3. Un Municipio solidale.  Un welfare moderno, che non abbandona nessuno anche quando le risorse pubbliche sono scarse, è la rete di opportunità che una grande municipio sa mettere in campo.  Servizi pubblici e privati, grandi e piccole istituzioni, imprese “del settore” e altri operatori economici – aziende, commercianti, professionisti – che credono nei principi della responsabilità sociale.   E poi, anzitutto, la rete straordinaria del terzo settore, il volontariato, le cooperative sociali.   Tante opportunità, da promuovere e far conoscere, ma soprattutto da mettere i contatto con chi ne ha bisogno.
  4. Una maniacale e costante attenzione al rispetto delle regole.

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